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Accessori stenditelo (+ teli pacciamanti)

Accessori stenditeloAccessori stenditelo

Gli stenditelo sono delle semplici attrezzature, collegate posteriormente ad una macchina operatrice (esempio trapiantatrice) o indipendenti (ad azionamento manuale o motorizzati) che stendono il telo e lo rincalzano al bordo con della terra. Attualmente sono disponibili molti materiali, tra i quali sembrano particolarmente interessanti per l'A.B. quelli biodegradabili. I materiali plastici sono diversi, ma viene principalmente utilizzato il polietilene (P.E.).

Polietilene (P.E.)
Il P.E. utilizzato è presente sul mercato in diverse forme, in diverse colorazioni e diversi spessori; soprattutto negli ultimi anni si stanno affermando sul mercato altri prodotti in sostituzione a quelli tradizionali neri o trasparenti.

  • Trasparente (stabilizzato UV);
  • Nero (stabilizzato UV);
  • Bianco-nero;
  • Fumé (a diversa gradazione);
  • Fotoselettivo Marrone;
  • Bianco Latte;
  • Verde traslucido;
  • Nero-argento.

Per tutti i teli in P.E. è prevista la preforatura da indicare al momento dell’acquisto in base al sesto di impianto prescelto. La durata della coltura in campo, dato che difficilmente il materiale è riutilizzabile, indica quale spessore è il più opportuno, anche se un ruolo importante è svolto dalla facilità di raccolta a fine utilizzo. Questi teli presentano diverse caratteristiche e, pertanto, vengono utilizzati in maniera differente.

Nero: ottimo nel contenimento delle malerbe, non essendo permeabile ai raggi infrarossi, non possiede nessuna attività di anticipo delle produzioni e una protezione alla gelate. Inoltre nei climi caldi può favorire le scottature delle colture.

Trasparente: si comporta in maniera inversa, basso o nullo contenimento delle malerbe, che comunque rimangono al di sotto del film, consente un anticipo della produzione e parziale protezione delle gelate; le colture che si sviluppano su questo telo pacciamante non si “scottano”. Il film bianco-nero presenta la caratteristica di contenere con efficacia le erbe infestanti, impedisce il rischio di scottatura e allontana alcuni insetti, soprattutto afidi (come il telo argento). Garantisce anche una certa precocità e un maggior rendimento dell’attività fotosintetica della pianta. Tutti gli altri tipi di colorazioni hanno caratteristiche intermedie fra quelle sopra descritte.

Altri materiali sintetici impiegati in agricoltura
Da alcuni anni sono in commercio diversi materiali pacciamanti sintetici degradabili.

  • fotodegradabili
  • idrodegradabili

Pur essendo materiali sintetici hanno la possibilità di essere degradati, ma non biodegradati (se non in parte) e pertanto a fine ciclo della coltura è impossibile la loro asportazione dal terreno, con conseguente non rispetto delle norme relative al riciclaggio di materiali inquinanti “rifiuti speciali”.

Polivinil cloruro (P.V.C.) Ne è sconsigliato l'impiego. Pur non essendo esplicitamente vietato in agricoltura biologica, ma rilasciando elementi inquinanti nel terreno e nelle colture, non viene contemplato fra i mezzi tecnici utilizzabili. Inoltre diversi marchi privati di produzioni biologiche (Garanzia AIAB, Garanzia biologica AMAB ed altri) lo vietano espressamente nei loro disciplinari di produzione.

Materiali biodegradabili Cellulosa (carta)

  • Color avana;
  • Color nero (tipo carta crespa);
  • Altri colori.

Dal momento che le esperienze danno per questi materiali una durata nel periodo primaverile di 50-60 giorni, ma con il serio inconveniente di facile rottura nel punto di interramento, se ne deve limitare l'uso a colture a breve ciclo vegetativo o per favorire sole le prime fasi di crescita delle piante (inadatto alla fragola). È possibile condizionare la durata, variando grammatura o spessore. Hanno un buon controllo delle malerbe, ma non posseggono la proprietà di poter “anticipare” la maturazione delle produzioni. Il “telo” è facilmente degradato dai microrganismi del terreno; essendo biodegradabile non è necessaria la rimozione a fine ciclo colturale.

Amido di mais (Mater bi) Questo telo presenta caratteristiche di elasticità e resistenza confrontabili con il telo in P.E., ma possiede una durata, in campo, variabile fra 2 e 3 mesi; è biodegradabile e pertanto non va rimosso a fine ciclo. Attualmente in commercio è possibile rintracciare solo quello colorato nero.

Viscosa Tessuto biodegradabile, composto da fibre di origine vegetale. Ha una durata di circa 3 mesi, variabile in funzione delle condizioni pedoclimatiche e della fertilità microbiologica del terreno. Il tessuto viene fornito preseminato, anche con semente fornita dal produttore, e ben si adatta alla coltivazione di verdure da foglia soprattutto in ambiente protetto e con buona disponibilità di acqua, in particolare nelle fasi iniziali di germogliamento. È efficace nel controllo delle malerbe. È rintracciabile normalmente di colore bianco, ma si può richiedere anche di colore nero.

Ne esistono tipi PRE-SEMINATi (VIRENS), come "Viresco", composto al 100% di viscosa di cellulosa di colore bianco, traspirante e permeabile all’acqua, contenente nella trama i semi di una coltura. Il telo è disponibile preseminato di precisione per le principali specie orticole. Per il suo utilizzo è sufficiente preparare il terreno normalmente, rullarlo e poi stendere il tessuto con i semi rivolti verso l’alto, facendolo aderire bene al terreno con la prima irrigazione. Dopo la posa, irrigare ripetutamente per i primi giorni, perché è necessario mantenere il biotessuto sempre umido nella fase germinativa, fino alla completa emergenza di tutte le plantule. Poi si irriga secondo le necessità, come una coltura tradizionale Il telo è poi biodegradabile in un tempo variabile dai 2 ai 4 mesi a seconda delle condizioni pedo-climatiche.

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