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Aratro da scasso

Aratro da scasso

Descrizione
Macchina operatrice trainata utilizzata per la rottura del terreno e la sua preparazione per la semina. Gli organi operatori sono rappresentati da: coltro; vomere; versoio; rispettivamente per taglio verticale, taglio orizzontale, ribaltamento della fetta.

Sono ormai largamente diffuse varie tipologie di attrezzature sia prettamente agricole che di derivazione cantieristica (macchine movimento terra), comunque dotate di controllo laser di livellamento, che permette livelli di precisioni notevole, con scarti di pochi centimetri per lunghezze superiori ai 100 metri.

I ripper non rivoltano, invece, la fetta.
(Potenza richiesta molto elevata; Profondità di lavoro: 80-90 cm).

Commento
Gli scopi principali dello scasso totale del terreno sono quelli di facilitare l’esplorazione di un grande volume di terreno da parte delle radici e di favorire l’accumulo delle acque meteoriche durante la stagione piovosa. Lo scasso, che può essere preceduto da operazioni di spietramento e livellamento, può essere effettuato con aratri (e quindi prevedendo il rivoltamento della fetta) o meglio ancora con ripper, che tagliano in profondità il terreno, senza l’inconveniente di portare in superficie strati inerti di suolo che richiedono lunghissimo tempo per la ricostituzione completa della loro fertilità.

Lo schema consigliato è quello di effettuare una rippatura incrociata del terreno. Si eviterà quindi di allontanare dalla superficie la parte più ricca e fertile del terreno. E’ comunque buona norma che gli interventi che comportano consistenti movimenti di terreno venissero effettuati almeno un paio di anni prima della messa a dimora dell'impianto per permettere al terreno movimentato e prelevato in profondità di acquisire lo stesso livello di fertilità degli strati superficiali (dotazione microbiologica, ossigeno, struttura ed elementi minerali per la fertilizzazione).

Una soluzione consigliabile, sviluppata proprio per evitare i problemi dell’aratura profonda, è la lavorazione a “doppio strato” che prevede una rippatura profonda (con il solo taglio verticale della fetta) e un’aratura superficiale (20-30 cm) utile per interrare i concimi e gli ammendanti organici (letame o compost).

Si consideri che in A.B. gli interventi molto aggressivi sul terreno, specialmente in termini di profondità di lavorazione, sono sconsigliabili, sia per i possibili effetti negativi sulla fertilità microbiologica del terreno sia per i costi energetici dovuti alle grandi potenze impegnate.

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