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Coltivatore combinato

Coltivatore combinato

Descrizione
Anche detto "gebiatore", consiste in un’attrezzatura, portata o trainata in base al peso, costituita da due rotori orizzontali paralleli montati trasversalmente rispetto alla direzione d’avanzamento. Sui rotori sono montati dei denti o delle palette. Il primo rotore è montato folle e il secondo è trainato dal primo, mediante una trasmissione a catena, il cui rapporto di trasmissione è circa 1/3.

Il primo rotore effettua una lavorazione iniziale del terreno a circa 5-10 cm di profondità, mentre il secondo rotore che, ruota più velocemente del primo, sminuzza il terreno lavorato senza polverizzarlo, rimescolandolo finemente con i residui colturali presenti in superficie. Si tratta di un'attrezzatura adatta alla minima lavorazione. Profondità di lavoro: 10 cm.

Commento
È utilizzato per i seguenti scopi:

  • favorire l’interramento e un certo rimescolamento delle biomasse in superficie (residui colturali, cover crops trinciate, letame, compost,ecc.) prima dell’aratura;
  • rompere le zolle dopo la lavorazione principale;
  • preparare il letto di semina con la minima lavorazione;
  • gestire parzialmente le erbe infestanti.

Un vantaggio del gebiatore consiste nella caratteristica di possedere utensili rotanti non azionati dalla presa di potenza, lavoranti grazie all'avanzamento sul terreno e in grado di incorporavi omogeneamente la biomassa, senza il rischio di polverizzare la struttura del terreno. Un altro vantaggio è che non lascia suola di lavorazione, perché i denti, ruotando per effetto dell’avanzamento, tendono a "strappare" il terreno. Nelle regioni meno siccitose è usato soprattutto per la lavorazione delle stoppie, subito dopo la raccolta dei cereali autunno-vernini, per avviare subito l’umificazione. Se usato per lavorare le colture da sovescio, l’epoca dell’interramento è determinata dal ciclo delle specie costituenti o dalle normative.

Le buone caratteristiche evidenziate sono però ottenibili solo su terreni particolari sciolti, in tempera e privi di pietre: questo fatto ne giustifica la sua diffusione in alcuni paesi del nord Europa.

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