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Preparazione del letto di semina

Tale deve essere effettuata con estrema attenzione per la necessità di avere un terreno ben livellato sia per non compromettere l’azione della macchina da raccolta che per evitare zone di maggiore umidità in cui la coltura si sviluppa con un differente ritmo determinando irregolarità nella maturazione con conseguente perdita di prodotto.

Le operazioni generalmente consistono in un affinamento e livellamento del terreno successivo alla lavorazione primaria (aratura). Questa fase può essere attuata sia con erpici ad organi lavoranti fissi (erpice a denti prevedendo 2 o più passaggi in funzione della zollosità del terreno) che con erpici ad organi lavoranti azionati dalla presa di potenza (erpice rotante), rimane comunque consigliabile un passaggio finale sempre con erpice di tipo rotante.

Tale operazione può essere effettuata anche con fresatrici che se da un lato consentono di ottenere un ottimo livello di affinamento, dall’altro determinano la destrutturazione del terreno e la suola di lavorazione con gli ormai ben noti effetti negativi. Per i motivi sopra citati si consiglia un utilizzo il più limitato possibile delle frese. Ne consegue che sarebbe preferibile l’adozione di attrezzature come gli erpici, compatibilmente con le esigenze sia agronomiche che economiche del complesso aziendale.

La remuneratività della coltura e la competitività sono tali da consentire l’effettuazione della “falsa semina” (vedi controllo infestanti). La “falsa semina” consiste nella preparazione di un vero e proprio letto di semina arrivando al punto di prevedere anche un’irrigazione per favorire l’emergenza delle infestanti, a questo punto anziché seminare si aspettano 10-15 giorni (per dare possibilità alle infestanti di germogliare) in seguito si procede con una veloce erpicatura superficiale (erpici strigliatori con denti sia verticali che inclinati) che eliminerà le infestanti senza compromettere il letto di semina che a questo punto viene effettivamente impiantato.

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