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Conduzione del terreno

Nei primi anni successivi all’impianto (corrispondente in parte o in toto alla fase di allevamento in funzione anche delle disponibilità idriche dell’impianto), è consigliabile la lavorazione del terreno stesso per limitare la competizione tra le giovani piante e il cotico erboso, l’intervento, da effettuarsi sia sulla fila che nell’interfila, può essere effettuato con differenti macchinari fra cui le fresatrici, l’estirpatore, erpice a dischi, erpice rotante.

Relativamente alle fresatrici si consiglia un impiego parsimonioso dell’attrezzo in quanto genera, soprattutto in terreni caratterizzati da una certa consistenza, con estrema facilità la suola di lavorazione limitando fortemente la permeabilità del terreno stesso.

In agricoltura biologica è consigliato limitare al massimo le lavorazioni del terreno in particolare per due motivi:

  1. le lavorazioni espongono all’aria sempre nuove superfici di terreno favorendo l’ossidazione della sostanza organica che si riduce di conseguenza;
  2. non disponendo di prodotti fitosanitari con azione curativa ed essendo soprattutto prodotti che agiscono per copertura necessitano di una elevata tempestività di intervento soprattutto dopo una pioggia.

Si consiglia quindi di limitare al minimo indispensabile le lavorazioni sia sulla fila che sull’interfila alla sola fase di allevamento.

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