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Sarchiatrici

Descrizione
Le sarchiatrici sono basate su un semplice telaio costituito da barre orizzontali e trasversali alla direzione di avanzamento sulle quali sono montati gli organi operatori. Il telaio, rigido, può essere previsto per l'accoppiamento portante o trainante al trattore, venendo in questo caso montato su due o più ruote.

Gli utensili fissi possono essere rigidi o elastici, con organo di lavoro formato a vangheggia di varia dimensione, curvatura o foggia, secondo le particolari esigenze. Infatti per la rottura di croste superficiali, per la sarchiatura e per l'arieggiatura del terreno, occorrono zappette a doppio tagliente utili a smuovere e a rimescolare il terreno superficiale e munite di dispositivi arieggiatori, per la rincalzatura, invece, sono necessari corpi lavoranti particolari, atti a spostare il terreno dalle interfile ai piedi delle piantine.

Ciascuno di questi corpi è costituito da un vomere a pianta triangolare con due lati eguali taglienti, che si raccorda a un piccolo versoio a due falde disposte simmetricamente rispetto all'asse delle bure. In taluni casi, si hanno macchine dotate contemporaneamente di più utensili al fine di associare, a esempio, al lavoro di sarchiatura quello di arieggiatura, o di rincalzatura.

Con piccoli motocoltivatori possono aversi lavorazioni anche in unica fila particolarmente utili per orticoltura. Le profondità non superano, in genere, gli 8 - 12 cm; le velocità ottimali di avanzamento si mantengono comprese fra 6 e 8 km/h. Le potenze medie assorbite risultano, conseguentemente, comprese fra 1,2 e 3,5 kW/m di larghezza di lavoro, secondo i terreni e le profondità di lavorazione.

Commento
Ognuna di queste macchine, destinate a lavorare nelle interfile delle colture erbacce, opera su più interfilari contemporaneamente e deve, pertanto, avere la possibilità di variare la distanza reciproca degli utensili per meglio adattarli alle diverse esigenze colturali. Il numero di interfile che può essere lavorato contemporaneamente dipende da quello dei corpi lavoranti; tale numero varia da minimi di 2 a massimi di 8-10.

Molto importante, infine, è per queste macchine verificare la facilità di regolazione delle distanze reciproche dei singoli corpi lavoranti e la rispondenza della loro forma alle esigenze specifiche dell'operazione da effettuare.

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