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Spandicompost

Spandicompost

Descrizione
Macchina operatrice per lo spandimento sul terreno di compost. Consiste in un carro, a due o quattro ruote, munito di cassone sul lato posteriore del quale sono installati dispositivi per lo sminuzzamento e la distribuzione del compost sospinto verso di essi da un organo alimentatore.

Possiamo avere le seguenti modalità di distribuzione:

  • per proiezione (realizzabile per mezzo di:
    1 - coclee libere ad asse orizzontale o verticale;
    2 - spazzole rotanti ad asse orizzontale o verticale;
    3 - dischi ad asse verticale)
  • per tracimazione o per caduta (coclee tubolari orizzontali con aperture sagomate)
  • pneumatica (con convogliatori flessibili)

Il compost di qualità presenta caratteristiche che lo rendono idoneo ad essere una valida alternativa del letame. La crescente disponibilità di compost di qualità, rappresenta attualmente una valida risposta al fabbisogno di sostanza organica. Il compost può essere utilizzato al momento dell’impianto (per la fertilizzazione di fondo o nelle buche di piantumazione) e durante la produzione lungo le file o su tutta la superficie.

Le tradizionali macchine per la distribuzione dei fertilizzanti solidi, non si adattano facilmente alla distribuzione del compost, che ha una particolare natura fisica, rappresentata da una struttura fibroso-polverulenta. I mezzi meccanici più adatti sono invece quelli assimilabili o derivati dai classici spandiletame, costituiti da cassone a fondo mobile per favorire il convogliamento dell’ammendante verso gli organi distributori e caratterizzati da notevole capacità di carico.

L’impiego localizzato dell’ammendante lungo i filari delle colture arboree, richiede mezzi di ridotte dimensioni, che garantiscano una buona capacità di manovra tra le file. Per quanto concerne gli organi distributori veri e propri, occorre ricordare che l’elevata componente polverulenta solitamente presente nel compost, può dare origine a fenomeni di deriva. Per ovviare a questo problema i mezzi distributori devono riuscire a mantenere il prodotto il più possibile vicino al suolo. A tal proposito, buoni risultati si ottengono tramite organi distributori ad asse verticale, simili ai piatti giranti di cui è dotata la maggior parte dei tradizionali spandiconcime. Le macchine in cui questi piatti, in coppia o singolarmente, sono posizionati posteriormente, effettuano una distribuzione centrale che solitamente riesce a coprire una larghezza variabile tra 6 e 8 metri.

In alternativa si possono trovare rimorchi a distribuzione laterale in cui un unico piatto girante è posto nella parte anteriore del carro, poco al di sotto del piano di scorrimento del materiale che, cadendovi sopra, viene da questo lanciato lateralmente. In genere queste ultime macchine possono essere di notevoli dimensioni qualora vengano impiegate per la distribuzione in pieno campo, mentre mezzi più piccoli che adottano questo tipo di funzionamento sono in grado di effettuare la localizzazione dell’ammendante nei frutteti o nei vigneti.

Tali macchine presentano, sulla bocca di uscita del compost, un carter orientabile che devia il flusso del materiale dirigendolo verso la base delle piante, operando, in questo caso, su un’unica fila per volta. Altra possibilità per l’applicazione localizzata sulle colture arboree è rappresentata da macchine a distribuzione posteriore dove i piatti giranti sono sostituiti da pedane mobili che depositano l’ammendante lungo i due filari ai lati della macchina. I distributori descritti riescono a garantire una buona uniformità di distribuzione, a patto che l’afflusso del compost verso di essi avvenga in modo costante.

A tal proposito, tutti i metodi di convogliamento del materiale già adottati negli spandiletame, dalle tradizionali catenarie sul fondo del cassone, con o senza sponda mobile posteriore, fino ai più innovativi modelli (l’intero pianale è dotato di movimento continuo) si rivelano adatti allo scopo. Un miglioramento tecnico è dato dall’inserimento, tra il cassone e gli organi deputati alla distribuzione, di una cassa di compensazione per l’alimentazione costante dei distributori.

Infine, una caratteristica molto importante, che aumenta la versatilità della macchina, è la possibilità di regolazione della velocità di avanzamento del pianale. Un’interessante prospettiva, che ancora necessita di qualche verifica, è rappresentata dagli spandiconcime di grandi dimensioni con distribuzione meccanica tramite una barra a vite, studiati per l’applicazione di materiali polverulenti. Questi mezzi hanno una tramoggia della capacità di 4 – 8 m3, dalla quale il prodotto viene convogliato, tramite una catena o un pianale mobile, verso l’attacco della barra a vite, le cui coclee lo trasportano all’interno della barra stessa.

Questa, nella parte bassa, presenta un’apertura longitudinale da cui il materiale polverulento fuoriesce cadendo sul terreno. Con questo sistema si otterrebbero contemporaneamente due vantaggi: in primo luogo la possibilità di aumentare notevolmente l’uniformità di distribuzione, in particolare in zone più "difficili" quali le testate ed i bordi; in seconda istanza la soluzione dei problemi di deriva. Solitamente vi è poi la possibilità di sostituire il gruppo barra con dei normali piatti giranti, aumentando così la versatilità del mezzo che, se da un lato presenta dei costi mediamente superiori agli spandicompost di analoghe dimensioni, dall’altro si propone come una macchina polivalente a grande capacità di lavoro, utilizzabile anche per la distribuzione dei normali concimi granulari.

Oltre ai mezzi particolari fin qui descritti, possono essere considerati idonei per questo utilizzo anche i comuni carri spandiletame con ventola verticale anteriore e distribuzione laterale ancora presenti sul territorio, anche se spesso in disuso o sottoutilizzati. Questi, pur non essendo i mezzi meccanici ideali, riescono ugualmente ad eseguire una distribuzione uniforme del compost. Il principale difetto che si riscontra in queste macchine è il lancio del compost ad un’altezza eccessiva, che da un lato aumenta il fenomeno di deriva della polvere, e dall’altro rende indispensabile l’uso di trattrici cabinate.

Commento
La presenza di pneumatici a sezione larga e bassa pressione di gonfiaggio consente la riduzione del compattamento del terreno, che è anche uno degli obiettivi per cui si distribuisce il fertilizzante organico.

Il compost si presenta molto eterogeneo per dimensioni dei costituenti, peso specifico ed umidità; queste caratteristiche determinano, in seguito al lancio con attrezzi centrifughi, variazioni balistiche caratterizzate da separazioni sul terreno in funzione della massa dei singoli componenti. I sistemi centrifughi presentano, inoltre, un'elevata sensibilità al vento se operano con materiale particolarmente asciutto e non riescono ad operare con soddisfacente precisione ed accuratezza con larghezze di lavoro superiori ai 10 metri.

Alcune delle principali caratteristiche tecniche che devono essere proprie dei mezzi per la distribuzione del compost possono essere così sintetizzate:

  • polivalenza;
  • possibilità della regolazione della dose ( 5 – 50 t/ha);
  • basso compattamento del terreno;
  • uniformità di distribuzione trasversale e longitudinale;
  • elevata larghezza di lavoro
  • buona capacità di carico ed elevata capacità operativa;
  • efficace convogliamento del materiale verso gli apparati distributori;
  • limitata polverizzazione del materiale distribuito.

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